Campionato Italiano Velocità in Salita - la storia della competizione

Superincio

10 Aprile 2021

Il Campionato Italiano Velocità in Salita (CIVS) è una competizione motociclistica nazionale sancita dalla Federazione Motociclistica Italiana, che si disputa sotto forma di una serie di cronoscalate su strade normalmente aperte al pubblico.

Sebbene le cronoscalate fossero una parte importante dello sport motociclistico sin dai suoi inizi, fu solo dal 1959 che la FMI istituì un campionato dedicato, il Campionato Italiano della Montagna. Il neonato campionato ebbe un notevole successo, e fu la palestra per un'intera generazione di piloti: tra i più celebri si ricordano Giacomo Agostini (che vinse nel 1963 la Classe 175 - l'allora classe regina - con una Moto Morini 175 Settebello Aste Corte ufficiale), Roberto Gallina, Angelo Bergamonti, Silvano Bertarelli, Otello Buscherini, Pier Paolo Bianchi, Pieraldo Cipriani, oltre agli "specialisti" Attilio Damiani, Angelo Tenconi e Giovanni Burlando.

Dalla nascita e sino al 1963 al Campionato erano ammesse le moto delle categorie "Formula Sport" e "Formula 2", nelle cilindrate 50, 100, 125 e 175; dal 1964 furono ammesse solo le moto che rispettavano il regolamento della categoria "Formula Sport Internazionale"[1]. Le classi ammesse crebbero dapprima ammettendo le 250 nel 1964, poi le 500 nel 1972, mentre nel 1980 hanno fatto la loro comparsa le moto della Formula TT[2]. I sidecar vi hanno partecipato dal 1969 al 1984, per poi essere riammessi a partire dal 2011.

A fine anni ottanta il campionato subì un calo di interesse e di partecipazione, venendo declassato dal 1989 a Trofeo della Montagna[3] e questa denominazione rimase fino al 2008, quando la FMI riattribuì la validità di titolo italiano al campionato, restituendogli dapprima la denominazione di Campionato Italiano della Montagna per la stagione 2009[4], per passare poi alla denominazione attuale dal 2010[5].